Ipertrofia prostatica benigna (IPB)
L’ipertrofia prostatica benigna (IPB) è l’aumento non tumorale del volume della prostata che può ostacolare il passaggio dell’urina e causare sintomi delle basse vie urinarie. Non tutti gli uomini con una prostata aumentata hanno disturbi e non tutti i sintomi urinari dipendono dalla prostata: una valutazione urologica accurata permette di individuare la causa e scegliere il trattamento più adatto.
Sintomi dell’ipertrofia prostatica benigna
Getto debole o intermittente, difficoltà a iniziare, necessità di spingere, tempo prolungato e sensazione di vescica non completamente vuota.
Bisogno frequente o urgente di urinare, risvegli notturni e, in alcuni casi, perdite associate all’urgenza.
L’intensità dei sintomi non dipende soltanto dalle dimensioni della prostata. Anche vescica iperattiva, ridotta contrattilità vescicale, infezioni, stenosi dell’uretra o altre condizioni possono produrre disturbi simili. Per questo il trattamento non deve essere scelto sulla sola ecografia.
Quando rivolgersi all’urologo
È utile richiedere una visita quando i sintomi interferiscono con sonno, attività quotidiane o qualità della vita, oppure quando peggiorano nonostante la terapia. Ritenzione urinaria, infezioni ricorrenti, sangue nelle urine, calcoli vescicali o compromissione della funzione renale possono rappresentare complicanze e richiedono una valutazione tempestiva.
L’ipertrofia prostatica è benigna, ma può coesistere con un tumore della prostata. La necessità di PSA, esplorazione rettale, risonanza o altri accertamenti viene valutata individualmente in base a età, sintomi, familiarità e reperti clinici.
Visita ed esami diagnostici
La valutazione comprende storia clinica, farmaci assunti, questionario dei sintomi e diario minzionale quando utile. Possono essere indicati esame delle urine, PSA, esplorazione rettale, ecografia dell’apparato urinario e della prostata, misurazione del residuo dopo la minzione e uroflussometria. La cistoscopia o lo studio urodinamico vengono riservati a situazioni specifiche, per esempio quando la diagnosi non è chiara o prima di particolari interventi.
Osservazione e modifiche dello stile di vita
Quando i sintomi sono lievi e non causano particolare disagio, il controllo periodico può essere sufficiente. Ridurre i liquidi nelle ore serali, moderare alcol e caffeina, evitare di trattenere a lungo l’urina, rivedere i farmaci che possono peggiorare la minzione e trattare stitichezza o diabete possono contribuire al controllo dei disturbi.
Terapia farmacologica
La scelta dei farmaci dipende dai sintomi, dal volume prostatico, dal rischio di progressione e dagli effetti indesiderati rilevanti per il paziente. Le opzioni comprendono alfa-bloccanti, inibitori della 5-alfa-reduttasi, farmaci per i sintomi di urgenza e frequenza e, in casi selezionati, tadalafil. Possono essere utilizzate associazioni di farmaci quando una singola terapia non è sufficiente. Efficacia, pressione arteriosa, funzione sessuale ed eiaculazione devono essere considerate durante il follow-up.
Quando è indicato l’intervento
La chirurgia viene valutata quando i sintomi restano importanti nonostante la terapia, il paziente preferisce una soluzione procedurale oppure compaiono ritenzione urinaria, infezioni ricorrenti, calcoli vescicali, sanguinamento persistente o danno dell’apparato urinario. Volume e forma della prostata, presenza di lobo medio, farmaci anticoagulanti, funzione vescicale e desiderio di preservare l’eiaculazione orientano la scelta.
Trattamenti chirurgici e mini-invasivi
La procedura viene scelta considerando volume e anatomia della prostata, intensità dei sintomi, terapie assunte e priorità personali, compresa la conservazione dell’eiaculazione.
HoLEP
La HoLEP rimuove endoscopicamente il tessuto prostatico che causa l’ostruzione seguendo il piano anatomico della capsula. È una tecnica consolidata, utilizzabile anche nelle prostate di volume elevato, con risultati duraturi sul flusso e sui sintomi. Può offrire un profilo perioperatorio favorevole rispetto alla chirurgia tradizionale, ma richiede esperienza specifica. L’eiaculazione retrograda è frequente e deve essere discussa prima dell’intervento.
▶Guarda l’intervento HoLEP →Rezūm
Rezūm utilizza energia termica sotto forma di vapore per ridurre progressivamente il tessuto prostatico ostruttivo. Può essere indicato in pazienti selezionati che desiderano una procedura meno invasiva e attribuiscono particolare importanza alla conservazione della funzione sessuale ed eiaculatoria. Il miglioramento non è immediato e, rispetto all’enucleazione, può essere maggiore la possibilità di necessitare in futuro di un nuovo trattamento.
tecnica Rezūm▶Guarda il video Rezūm →
ThuLEP
La ThuLEP applica lo stesso principio di enucleazione utilizzando energia laser al tullio. Le evidenze disponibili mostrano efficacia e sicurezza comparabili alle principali tecniche endoscopiche. La scelta fra HoLEP e ThuLEP dipende dalle caratteristiche del caso, dalla tecnologia disponibile e dall’esperienza del chirurgo.
iTind
iTind è un dispositivo temporaneo posizionato endoscopicamente per rimodellare l’uretra prostatica senza asportare tessuto. Può preservare la funzione sessuale in casi selezionati, ma non è adatto a tutte le anatomie e dispone di dati meno estesi rispetto alle tecniche consolidate. Benefici, effetti transitori e possibilità di nuovo trattamento devono essere valutati con il paziente.
Quale trattamento scegliere
Non esiste una tecnica migliore per ogni paziente. Le enucleazioni laser offrono una rimozione ampia del tessuto ostruttivo e una maggiore durabilità; le procedure mini-invasive possono privilegiare recupero e conservazione dell’eiaculazione, accettando risultati meno prevedibili o una maggiore probabilità di ritrattamento. Una decisione condivisa deve confrontare efficacia, anestesia, catetere, tempi di recupero, funzione sessuale e aspettative individuali.
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La valutazione consente di distinguere le cause dei sintomi e confrontare farmaci, laser e procedure mini-invasive.
