Malattia di La Peyronie

Malattia di La Peyronie a Roma

Malattia di La Peyronie: diagnosi e trattamento

La malattia di La Peyronie è una condizione acquisita caratterizzata dalla formazione di una placca fibrosa nella tunica che riveste i corpi cavernosi. Può provocare curvatura o restringimenti del pene, dolore durante l’erezione, riduzione della lunghezza e difficoltà nei rapporti. Una valutazione specialistica serve a distinguere la fase attiva da quella stabile e a scegliere un trattamento proporzionato all’impatto funzionale.

Sintomi della malattia di La Peyronie

  • comparsa di una curvatura prima non presente;
  • placca o area indurita palpabile;
  • dolore durante l’erezione, soprattutto nelle fasi iniziali;
  • restringimento “a clessidra” o indentazioni;
  • riduzione della lunghezza o instabilità del pene;
  • difficoltà nella penetrazione e possibile disfunzione erettile.

La curvatura congenita, presente fin dallo sviluppo e non associata a una placca, è una condizione diversa. Anche piccoli cambiamenti possono generare preoccupazione, ma l’indicazione terapeutica dipende dal dolore, dalla progressione, dalla funzione sessuale e dal disagio percepito.

Fase attiva

Il dolore, la comparsa recente e le modifiche ancora in corso della curvatura suggeriscono che la malattia non sia stabilizzata.

Fase stabile

Dolore risolto e deformità invariata per almeno alcuni mesi consentono di valutare con maggiore precisione le opzioni definitive.

Visita e misurazione della curvatura

La valutazione comprende durata dei sintomi, dolore, cambiamenti della forma, qualità dell’erezione e difficoltà nei rapporti. Durante l’esame vengono palpate le placche e misurata la lunghezza. La curvatura deve essere documentata in erezione, attraverso fotografie domiciliari eseguite secondo le indicazioni ricevute oppure mediante erezione farmacologicamente indotta. L’ecocolordoppler penieno può essere utile quando coesiste disfunzione erettile o prima di alcuni interventi.

Trattamento nella fase attiva

Nella fase attiva l’obiettivo principale è controllare il dolore, monitorare l’evoluzione e preservare la funzione. Gli antinfiammatori possono essere utilizzati per il dolore quando appropriati. L’eventuale disfunzione erettile viene trattata in modo specifico. Non esiste una terapia orale capace di garantire la scomparsa della placca o il raddrizzamento completo.

Trazione peniena e vacuum

I dispositivi di trazione e vacuum possono essere proposti in pazienti motivati, da soli o all’interno di un percorso combinato. Alcuni studi suggeriscono possibili miglioramenti della curvatura o della lunghezza, ma i protocolli non sono uniformi e le evidenze presentano limiti. L’impiego richiede istruzioni precise, costanza e monitoraggio per evitare utilizzi impropri.

Onde d’urto, infiltrazioni e PRP

Le onde d’urto possono ridurre il dolore nella fase attiva, ma non devono essere proposte con l’obiettivo di correggere la curvatura o ridurre la placca. Alcune terapie intralesionali possono essere considerate in contesti selezionati, spiegandone disponibilità, benefici e limiti. Per il plasma ricco di piastrine (PRP) i dati sono ancora preliminari e privi di sufficienti confronti con placebo: non è possibile garantirne l’efficacia sulla curvatura e il paziente deve essere informato chiaramente dell’incertezza delle prove.

Quando è indicata la chirurgia

La chirurgia viene valutata quando la malattia è stabile, la deformità impedisce o rende difficili i rapporti e il paziente desidera una correzione. Prima dell’intervento si documentano curvatura, lunghezza, placche, deformità complesse e qualità dell’erezione. L’obiettivo realistico è ottenere un pene funzionalmente diritto, non ripristinare necessariamente forma e lunghezza precedenti alla malattia.

Tecniche chirurgiche

Accorciamento

Plicatura

Indicata soprattutto con erezione valida, lunghezza adeguata e curvatura non complessa; può determinare un certo accorciamento.

Allungamento

Incisione della placca e innesto

Considerata nelle curvature severe o nelle deformità complesse, con particolare attenzione al rischio di peggioramento della funzione erettile.

Disfunzione erettile associata

Protesi peniena

Indicata quando la disfunzione erettile non risponde alle terapie, associando se necessario manovre di raddrizzamento.

Risultati e possibili rischi

La scelta tecnica considera aspettative, lunghezza peniena, grado e direzione della curvatura, deformità a clessidra e funzione erettile. I possibili rischi includono accorciamento, curvatura residua o recidiva, nodi palpabili, alterazioni della sensibilità e peggioramento dell’erezione. Una discussione realistica prima dell’intervento è essenziale per una decisione consapevole.

Valutazione andrologica per curvatura peniena a Roma

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Una valutazione accurata permette di definire la fase della malattia e discutere opzioni realistiche.

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