Chirurgia robotica urologica

CHIRURGIA ROBOTICA UROLOGICA A ROMA

La chirurgia robotica è un approccio mini-invasivo impiegato in numerosi interventi urologici oncologici, benigni, funzionali e ricostruttivi. Non riguarda quindi soltanto i tumori: può essere utilizzata anche per correggere ostruzioni, stenosi, fistole, diverticoli e altre alterazioni delle vie urinarie. La piattaforma offre visione tridimensionale ingrandita e strumenti articolati, ma è il chirurgo a controllare ogni movimento e a prendere tutte le decisioni.

Il Dr. Alberto Ragusa durante un intervento di chirurgia robotica urologica
Il Dr. Alberto Ragusa durante un intervento di chirurgia robotica urologica

Come funziona l’intervento robotico?

Attraverso piccole incisioni vengono introdotti una telecamera e strumenti miniaturizzati. Il chirurgo lavora da una console, traducendo i movimenti delle mani in gesti precisi all’interno del corpo. L’ingrandimento dell’immagine e l’articolazione degli strumenti possono agevolare dissezione e sutura in spazi anatomici profondi.

Visione 3D ingranditaAiuta a riconoscere piani anatomici e strutture delicate.
Strumenti articolatiConsentono movimenti ampi e controllati anche in spazi ristretti.
Accesso mini-invasivoUtilizza piccole incisioni anziché un’unica incisione più estesa.
Controllo del chirurgoOgni fase è eseguita e sorvegliata direttamente dall’équipe.

Le principali aree della chirurgia robotica urologica

Chirurgia oncologicaProstata, rene, vescica, uretere, surrene e linfonodi in casi selezionati.
Chirurgia benigna e funzionaleProstata molto voluminosa, diverticoli vescicali e patologie ostruttive.
Chirurgia ricostruttivaGiunto pielo-ureterale, uretere, collo vescicale e fistole urinarie.
Chirurgia complessa o di revisioneRicostruzioni dopo precedenti interventi, radioterapia o lesioni iatrogene.

Prostatectomia radicale robotica

Nel tumore prostatico localizzato, la prostatectomia radicale è una delle opzioni terapeutiche insieme a sorveglianza attiva e radioterapia, secondo classe di rischio, età, aspettativa di vita e preferenze del paziente. L’approccio robotico permette di rimuovere prostata e vescicole seminali e ricostruire la continuità tra vescica e uretra attraverso accessi mini-invasivi.

Quando oncologicamente sicuro, può essere valutata una dissezione nerve-sparing. La possibilità dipende da sede ed estensione del tumore e non garantisce da sola il recupero della funzione erettile o della continenza. Prima dell’intervento vengono discussi controllo oncologico, catetere, recupero urinario e sessuale e possibili complicanze.

Chirurgia robotica del rene

Per molti tumori renali localizzati l’obiettivo è eseguire una nefrectomia parziale, rimuovendo la massa e preservando il tessuto renale sano quando tecnicamente e oncologicamente possibile. La piattaforma robotica può facilitare isolamento della lesione, controllo dei vasi e ricostruzione del rene.

Dimensioni, posizione, profondità e rapporti con vasi e vie escretrici determinano la complessità. In alcuni casi è necessaria una nefrectomia radicale; in altri possono essere appropriate sorveglianza o ablazione. Un accesso mini-invasivo non deve essere scelto se può compromettere sicurezza, radicalità oncologica o conservazione della funzione renale.

Cistectomia radicale robotica

Per tumori della vescica muscolo-invasivi e alcune forme non muscolo-invasive ad altissimo rischio può essere indicata la cistectomia radicale con linfadenectomia e derivazione urinaria. È un intervento complesso che richiede valutazione multidisciplinare, ottimizzazione preoperatoria e un centro con esperienza.

Approccio robotico e chirurgia aperta mostrano risultati oncologici e tassi complessivi di complicanze simili nei dati disponibili. Il robot può ridurre la perdita di sangue, ma spesso comporta tempi operatori più lunghi. Tipo di derivazione urinaria, condizioni generali, precedenti interventi e competenza del centro sono centrali nella scelta.

Altri interventi oncologici robot-assistiti

Oltre a prostata, rene e vescica, la piattaforma robotica può essere impiegata per la nefroureterectomia nei tumori dell’alta via escretrice, per resezioni vescicali parziali in casi selezionati, per la chirurgia di alcune masse surrenaliche e per linfadenectomie pelviche o retroperitoneali. L’indicazione dipende sempre dal tipo di tumore, dalla sua estensione e dall’esperienza del centro.

Adenomectomia prostatica robotica per IPB

Nelle prostate benigne molto voluminose, quando è necessario rimuovere l’adenoma che ostruisce il flusso urinario, si può eseguire una prostatectomia semplice o adenomectomia robotica. È diversa dalla prostatectomia radicale oncologica: viene asportata soltanto la parte interna ingrossata della prostata, preservando la capsula.

È una delle possibili alternative per volumi prostatici elevati, insieme all’enucleazione endoscopica con laser, come HoLEP o altre tecniche. La scelta considera volume, anatomia, calcoli o diverticoli associati, terapie anticoagulanti, esperienza dell’équipe e preferenze del paziente.

Pieloplastica robotica

La pieloplastica corregge la stenosi del giunto pielo-ureterale, cioè il restringimento nel punto in cui l’urina passa dal rene all’uretere. Il tratto ristretto viene rimosso o rimodellato e la via urinaria ricostruita mediante una sutura precisa. L’approccio robotico è particolarmente adatto a questo tipo di ricostruzione e può essere utilizzato anche in alcuni reinterventi.

Ricostruzione robotica dell’uretere

Stenosi, lesioni chirurgiche, fibrosi o precedenti trattamenti possono danneggiare un tratto dell’uretere. In base a sede e lunghezza del difetto, la robotica può essere impiegata per:

  • uretero-ureterostomia, con ricongiungimento dei due capi sani;
  • reimpianto dell’uretere in vescica;
  • mobilizzazione della vescica con psoas hitch;
  • lembo vescicale di Boari per difetti più lunghi;
  • ureteroplastica con innesti, incluso l’uso selezionato di mucosa buccale;
  • revisioni di anastomosi uretero-intestinali o altre ricostruzioni complesse.

Nei difetti molto estesi possono servire procedure ancora più complesse, come sostituzioni con segmento intestinale o autotraspianto renale, da concentrare in centri altamente specializzati.

Chirurgia robotica della vescica e del collo vescicale

In ambito benigno la robotica può essere utilizzata per rimuovere diverticoli vescicali, ricostruire stenosi complesse del collo vescicale o trattare alcune alterazioni anatomiche. Prima dell’intervento è essenziale correggere anche la causa dell’ostruzione, quando presente, per ridurre il rischio di recidiva.

Fistole urinarie e chirurgia pelvica ricostruttiva

Alcune fistole tra apparato urinario e organi vicini, come le fistole vescico-vaginali o uretero-vaginali, possono essere riparate con approccio robotico. In centri dedicati la piattaforma viene inoltre utilizzata in procedure di ricostruzione pelvica, come la sacrocolpopessi per il prolasso degli organi pelvici. Sono interventi che richiedono selezione accurata e competenze multidisciplinari.

Possibili vantaggi e limiti

Possibili vantaggi

  • minore perdita ematica in diversi interventi;
  • incisioni più piccole e dolore postoperatorio spesso ridotto;
  • degenza e recupero talvolta più brevi;
  • precisione nella dissezione e nella sutura.

Aspetti da considerare

  • restano possibili sanguinamento, infezione e complicanze specifiche;
  • non elimina il rischio di conversione o reintervento;
  • non garantisce risultati funzionali o oncologici;
  • non è la scelta corretta per ogni paziente.

Preparazione e recupero

Prima dell’intervento vengono rivisti imaging, esami ematici, terapie e rischio anestesiologico. Anticoagulanti e antiaggreganti non devono essere sospesi senza istruzioni. Il percorso può includere prevenzione tromboembolica, mobilizzazione e alimentazione precoci e controllo del dolore secondo protocolli dedicati.

Durata della degenza, presenza di catetere o drenaggi e ritorno alle attività dipendono dal tipo di intervento e dall’andamento postoperatorio. Il referto istologico definitivo guida controlli e trattamenti successivi.

Il robot chirurgico in sala operatoria

Nel video il Dr. Alberto Ragusa mostra da vicino la piattaforma robotica e il suo utilizzo durante l’attività chirurgica.

Anteprima del video del Dr. Alberto Ragusa sul robot chirurgicoGuarda il video su Instagram →

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